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Astato
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top
Lmwcq'mwcgastato (pronunciato àstatocite-ref-2[2]cite-ref-3[3]cite-ref-4[4] o astàtocite-ref-5[5]cite-ref-6[6]) è l'mwhwelemento chimico di mwianumero atomico 85 e il suo simbolo è mwiqAt. Fa parte del mwiggruppo degli mwiwalogeni, dove è collocato sotto lo mwjaiodio. L'elemento non ha alcun mwjqisotopo stabile ed è quindi mwjgradioattivo.cite-ref-0-7-0[7]
Viene prodotto in natura dal decadimento radioattivo dell'mwlauranio e del mwlqtorio ed è il più pesante degli alogeni. Si stima che la crosta terrestre ne contenga circa 28 g e per questo è l'elemento più raro in natura. Inoltre, il suo isotopo più abbondante, che è l'At-210, ha un mwlgtempo di dimezzamento di 8 ore e 30 minuti, per cui è il secondo elemento naturale più instabile dopo il mwlwfrancio.
Contents
• Storia
• Isotopi
• Composti
• Note
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Caratteristiche
Gli isotopi dell'astato non godono di vita abbastanza lunga da studiarne le proprietà, ma le misure spettroscopiche lasciano pensare a caratteristiche simili a quelle dello iodio – come quest'ultimo, è probabile che possa accumularsi nella ghiandola mwmwtiroidea. Considerazioni teoriche fanno ipotizzare che l'astato abbia un carattere metallico più marcato dello iodio. Alcune mwnareazioni elementari in cui è coinvolto l'astato sono state condotte e studiate da ricercatori del mwnqmwngBrookhaven National Laboratory di mwnwNew York.
Con la possibile eccezione del mwoqfrancio, l'astato è l'elemento più raro in natura. Si stima che l'intera mwogcrosta terrestre ne contenga in tutto meno di 28 mwowgrammi.
Storia
L'astato, dal mwpggreco mwpwἄστατος (ástatos), "instabile",cite-ref-8[8] fu sintetizzato per la prima volta nel 1940 da Dale Raymond Corson, mwrqKenneth MacKenzie ed mwrgEmilio Segrè all'mwrwUniversità della California di Berkeley per bombardamento del mwsabismuto con mwsqparticelle alfa. Inizialmente fu chiamato mwsgalabamio (Ab) e prima ancora ipotizzato da mwswMendeleev con il nome di mwtaekaiodio.
Disponibilità
L'astato è un elemento radioattivo che si presenta in natura nei minerali di uranio e di torio. Se ne preparano i campioni bombardando bismuto con particelle alfa in un mwtwciclotrone, ottenendo gli isotopi relativamente stabili mwua209At e mwuq211At che vengono successivamente separati.
Isotopi
Dell'astato, il meno mwvaelettronegativo degli alogeni, sono noti 41 mwvqisotopi, tutti mwvgradioattivi. Il più stabile è mwvw210At, che ha un'mwwaemivita di 8,1 orecite-ref-9[9], il meno stabile è mwxq213At, con un'emivita di 125 nanosecondi. mwxg218At e mwxw219Atcite-ref-10[10] sono presenti in natura in quanto prodotti delle catene di decadimento, rispettivamente, dell'isotopo 238 e dell'isotopo 235 dell'mwzauranio.
Soluzioni
In mwzwsoluzione acquosa l'astato si comporta in modo simile allo mwaaiodio, anche se le soluzioni che lo contengono devono essere estremamente diluite. L'elemento disciolto può essere ridotto da agenti come l'mwaqanidride solforosa e ossidato dal bromo. Come lo iodio, quando l'astato è sciolto in una soluzione, si può isolare ed estrarre tramite il benzene.
Inoltre l'astato presenta stati di ossidazione con caratteristiche di coprecipitazione affini a quelle dello iodio, dello ione ioduro e dello ione iodato. Potenti agenti ossidanti possono produrre uno mwawione astatato, ma non uno ione perastatato. Lo stato molecolare è più facilmente ottenibile ed è caratterizzato da elevata volatilità e da notevole solubilità in sostanze organiche.
Composti
Molteplici composti dell'astato sono stati sintetizzati in quantità microscopiche e studiati il più possibile prima del suo naturale decadimento radioattivo. In particolare le reazioni a cui prende parte sono state studiate in soluzioni molto diluite di astato e, in maggiore quantità, di mwbgiodio che agisce da trasportatore, facilitando la filtrazione, la precipitazione e l'isolamento dei singoli composti. Nonostante questi composti siano di interesse principalmente teorico, sono in fase di analisi per un possibile impiego in mwbwmedicina nucleare.
• astaturo di sodio (NaAt), un composto ipotetico, di interesse teorico nell'ambito della chimica degli mwdqalogenuri;
• astaturo di magnesio (MgAtmweq2);
• tetraastaturo di carbonio (CAtmwew4).
Analogamente agli altri alogeni, l'astato forma un idracido, l'mwfqacido astatidrico (HAt) che, a differenza dei precedenti, presenta un minore momento di dipolo.
Note
cite-note-11. Peso riferito all'isotopo più stabile.
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Bibliografia
• mw1qFrancesco Borgese, Gli elementi della tavola periodica. Rinvenimento, proprietà, usi. Prontuario chimico, fisico, geologico, Roma, CISU, 1993, ISBN 88-7975-077-1.
• citereftavola-periodica-e-propriet-degli-elementiR. Barbucci, A. Sabatini e P. Dapporto, Tavola periodica e proprietà degli elementi, Firenze, Edizioni V. Morelli, 1998 (archiviato dall'url originale il 22 ottobre 2010).
Altri progetti
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• Wikizionario
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Collegamenti esterni
• citereftreccani-itastato, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• mw3q(EN) Astatine, su periodic.lanl.gov, Los Alamos National Laboratory. URL consultato il 12 maggio 2005 (archiviato dall'url originale il 12 gennaio 2011).
• mw3w(EN) Astatine, su WebElements.com.
• mw4q(EN) Astatine, su EnvironmentalChemistry.com.